IL RIMBORSO CHILOMETRICO, GUIDA PRATICA

COS'E' IL RIMBORSO CHILOMETRICO

Se l'auto aziendale non è assegnata al dipendente/collaboratore (uso promiscuo) ma lo stesso utilizza l'auto propria per fini e scopi lavorativi (trasferte, mansioni ma non spostamento casa lavoro) si parla di rimborso chilometrico, cioè l'indennizzo da corrispondere al dipendente/collaboratore per l'utilizzo della propria auto.

CALCOLO RIMBORSO CHILOMETRICO

Per il calcolo degli importi di indennizzo dovuti al dipendente/lavoratore si fà Iriferimento alle tabelle ACI che individuano due tipologie di costo: costi proporzionali al Km (carburante, ammortamento, manutenzione e riparazione, pneumatici) e non proporzionali (assicurazione, quota interessi, bollo) associati in realzione ai diversi modelli e tipologie di veicoli (al link trovi la nota metodologica utilizzata per la stima e il calcolo dei costi metodologia. Per il calcolo non bisogna che sommare: i giorni di utilizzo vettura per lavoro moltiplicati per i costi non proporzionali sommati ai costi di utilizzo vettura per lavoro per i Km percorsi.

E' bene precisare che non vi è un limite od obbligo di rimborso da parte della società, il tutto è discrezionale e concordato insieme al dipendente/collaboratore che potrebbe anche decidere di non prendere la propria auto.

TRATTAMENTO FISCALE

In capo al dipendente/collaboratore: la regola generale precisata nella C.M. n. 329/E/1997 è che i rimborsi analitici delle spese di viaggio, anche sotto forma di indennità chilometrica e di trasporto non concorrono comunque a formare il reddito se le spese sono rimborsate sulla base di idonea documentazione.

La non imponibilità comunque non è contemplata se la mansione o trasferta è svolta all'interno del territorio comunale.

Più nello specifico non è comunque necessario il rilascio da parte del datore di lavoro di un’autorizzazione formale preventiva alla trasferta. In caso di controllo, dovrà risultare dalla normale documentazione conservata dal datore di lavoro dove sia desumibile il calcolo del rimborso spettante.

La non imponibilità in capo al lavoratore non può superare comunque l'importo calcolato secondo le tabelle ACI, la quota eccedente tale importo concorrerà quindi a formare reddito tassabile in capo al lavoratore.

In capo all'azienda: la disciplina di riferimento è specificata nel comma 3 dell’art. 95 Tuir, il quale dispone che recita: “Se il dipendente o il titolare dei predetti rapporti (di collaborazione coordianata e continuativa) sia stato autorizzato ad utilizzare un autoveicolo di sua proprietà ovvero noleggiato al fine di essere utilizzato per una specifica trasferta, la spesa deducibile è limitata, rispettivamente, al costo di percorrenza o alle tariffe di noleggio relative ad autoveicoli di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali, ovvero 20 se con motore diesel.”

I limiti di deducibilità sono quindi i seguenti:

  • se il dipendente utilizza una vettura propria, il rimborso chilometrico è fiscalmente deducibile entro il limite delle vetture di 17 cavalli fiscali ovvero 20 cavali fiscali se alimentate a gasolio;

  • se il dipendente prende a noleggio direttamente una vettura per effettuare la trasferta/mansione fuori dal proprio comune, il rimborso può avvenire nel limite delle tariffe di noleggio previste per le vetture di 17 cavalli fiscali ovvero 20 cavali fiscali se alimentate a gasolio.

La deducibilità del rimborso parte aziendale è calcolato in base ai diversi modelli di auto utilizzando anche qui le tabelle ACI tabelle ACI. Il valore del rimborso eccedente quindi sarà soggetto a tassazione in capo all'azienda.

Per maggiori dettagli fiscali consigliamo di contattare comunque il professionista dedicato.

CONSIDERAZIONI

La gestione della mobilità aziendale va considerata caso per caso. Ogni caso specifico ha la Sua soluzione ottimale che considera esigenze operative, gestionali, fiscali ed economiche. Chiedici pure una consulenza, contattaci, per avere gratuitamente uno studio della migliore soluzione adatta alla gestione delle auto della Tua azienda.

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